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Dall'11 dicembre 2014 è in vigore il D.P.C.M. 29 agosto 2014, n. 171, recante il nuovo regolamento di organizzazione del Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, degli uffici della diretta collaborazione del Ministro e dell'Organismo indipendente di valutazione della performance, a norma dell'articolo 16, comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89 (GU n.274 del 25-11-2014 ). 
La suddetta normativa ha dato luogo alla nascita della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, alla quale sono affidate le funzioni istituzionali precedentemente di competenza della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici Bari, BAT e Foggia e della Soprintendenza Archeologica della Puglia. 
La nuova Soprintendenza è quindi preposta alla tutela in materia di archeologia, architettura e paesaggio oltre che in materia di beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia.

Avvisi


 aggiornamento 04/08/2020

AVVISO AL PUBBLICO

IN CONSIDERAZIONE DELL’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA ANCORA IN ATTO, SI AVVISA L’UTENZA CHE

  • IL PUBBLICO SI RICEVE  SU APPUNTAMENTO CHE DOVRA’ ESSERE OBBLIGATORIAMENTE CONCORDATO CON IL FUNZIONARIO DI RIFERIMENTO TRAMITE MAIL REPERIBILE SUL SITO WEB

www.sabapfoggia.beniculturali.it

  • IN CASO DI APPUNTAMENTO OCCORRERA’ MUNIRSI OBBLIGATORIAMENTE DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE SANITARIA PREVISTI DA LEGGE;

  • PER QUALSIASI INFORMAZIONE O CHIARIMENTO RIVOLGERSI ALL’UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO AL SEGUENTE NUMERO:   0881-725458

PROGETTO ART BONUS LUCERA (FG) LOC. RIPATETTA - CONSULTA SEZIONE ART BONUS

Link: Art Bonus - Lista interventi

                                                                    


In Evidenza

 Approfondimenti in News


Rinvenimento di un cippo graccano in agro di Celenza Valfortore (FG), località Gruttolo


Di recente a Celenza Valfortore, in località Gruttolo, circa 3 km a SO della città, su segnalazione del sig. Francesco Carusillo, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia ha recuperato un cippo di centuriazione che giaceva sul fondo dell’invaso artificiale di Occhito, in prossimità della sponda orientale. Il recupero è stato eseguito sotto la direzione del Soprintendente ad interim arch. Maria Piccarreta, a cura del Funzionario archeologo responsabile dott. Domenico Oione e del Responsabile Area Funzionale Patrimonio Archeologico dott. Italo Maria Muntoni.
Problematica l’assegnazione del cippo, e quindi della limitatio da esso testimoniata ad un territorio cittadino, da riferire all’ampio ager Lucerinus.
Il cippo rinvenuto, il terzo dal territorio, rappresenta una preziosa testimonianza per la comprensione del processo di ristrutturazione fondiaria ascrivibile alla Lex Sempronia del 133 a.C. che investì anche la valle del Fortore.
Il cippo, databile al 130 a.C., presenta lungo il tronco l’epigrafe:


[---]
C(aius) Sem[proni(us) Ti(beri) f(ilius)]


IIIvir(i) a(gris) i(udicandis) a(dsignandis)


La base grezza era infissa nel terreno mentre sulla superficie cilindrica è riportato il nome di Gaio Sempronio Gracco, figlio di Tiberio, probabilmente affiancato da quello di Marco Fulvio Flacco che doveva essere iscritto nella parte superiore della colonnina, purtroppo mutila. Segue l’indicazione della loro carica – Tresviri A(gris) I(udicandis) A(dsignandis) – “commissari incaricati di giudicare e assegnare i terreni”.
Si tratta di uno dei cippi gromatici che testimoniano l’attività della commissione agraria graccana in ottemperanza alla riforma agraria di Tiberio Gracco, che avviò un’imponente opera di misurazione dell’agro pubblico presente in Italia.
Provvisoriamente il cippo è stato depositato, grazie alla preziosa collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Celenza Valfortore (Sindaco dott. Luigi Iamele, Vice Sindaco dott. Stefano Gesualdi), in uno dei locali comunali posti al di sotto della piazza “Alessandro Malice”.




Rinvenimento dell’anfiteatro romano di Teanum Apulum

Scavo archeologico eseguito dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia nel Comune di San Paolo di Civitate (FG) - loc. Pezze della Chiesa

 

Il Soprintendente Arch. Maria Piccarreta insieme col Dott. Domenico Oione hanno il piacere di comunicare quanto segue.

 Il monumento rinvenuto, sinora sconosciuto, rappresenta una testimonianza archeologica di straordinaria importanza per la città di San Paolo di Civitate e per la comprensione dell’assetto urbanistico del municipium di Teanum Apulum. Questo, con molta probabilità, è da collocarsi topograficamente nei pressi del circuito murario della città romana, come di consueto.

 L’insediamento daunio di Tiati era caratterizzato da un’occupazione di tipo sparso sulle alture di Coppa Mengoni, Pezze della Chiesa, Mezzana, Piani di Lauria e l’area compresa fra il Regio Tratturo “Aquila-Foggia” e la Marana della Defensola.

Nel corso del IV secolo a.C. la penetrazione sannita nel territorio di Tiati era tale che la città prese parte alla seconda guerra sannitica, alleandosi con i Sanniti contro Roma. La sconfitta nel 318 a.C. determinò un patto di alleanza tra Tiati e Roma e il territorio, confiscato ai ceti dirigenti indigeni anti-romani, fu dato in affitto all’aristocrazia locale filo-romana. La presenza di Roma portò ad una ristrutturazione del territorio, che cancellò gli insediamenti sparsi e l’abitato di Teanum Apulum fu concentrato in un’area ristretta tra Coppa Mengoni e Pezze della Chiesa.

Nell’ambito della programmazione dei lavori pubblici 2017-2019 del Ministero è stato finanziato il progetto “San Paolo di Civitate (FG): tombe daunie e strutture romane. Pronto intervento di scavo archeologico e completamento dello scavo e protezione”. Sono state condotte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia indagini archeologiche che hanno interessato parte dell’insediamento pluristratificato di Tiati-Teanum Apulum-Civitate, tutelato negli anni ‘90 ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Le attività si sono in parte concentrate nella zona in loc. Pezze della Chiesa in cui emergevano dal piano di campagna attuale resti evidenti di età romana: un ambiente voltato in opera cementizia con paramenti in opera laterizia, pertinenti a una struttura monumentale prospiciente il Regio Tratturo “Aquila-Foggia” che si è rivelata essere uno degli accessi all’anfiteatro di Teanum Apulum.

Gli interventi hanno consentito di riportare alla luce, inaspettatamente, una porzione dell’edificio pubblico, databile al I-II secolo d.C. La sua localizzazione non era nota nell’ambito delle strutture urbane della città romana.

L’anfiteatro risulta costituito da murature imponenti, caratterizzate da un possente nucleo in opus caementicium e paramenti in opus latericium perfettamente conservati. Non permane purtroppo l’elevato della cavea, testimoniato dalla sola presenza di sporadici resti delle gradinate inferiori. Si conserva, invece, gran parte di uno degli accessi e la parte terminale della cavea.

Al momento dell’abbandono, probabilmente in età tardoantica/altomedievale, l’anfiteatro fu oggetto di spolio e di distruzione e l’area fu verosimilmente riutilizzata come necropoli, come testimonierebbe la presenza di sporadiche tracce dell’impianto di sepolture nelle zone un tempo destinate alle gradinate della cavea.

Indagini di più ampio respiro potranno consentire una maggiore comprensione dell’ampiezza del monumento nonché della sua capacità. Il proseguo dei lavori potrà mettere in luce ulteriori porzioni di quella che, al momento, risulta essere la più grande scoperta della città romana di Teanum Apulum di sempre.

 Le indagini archeologiche sono svolte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia:

-                     Soprintendente ad interim arch. Maria Piccarreta,

-                     RUP dott. Italo M. Muntoni,

-                     Progettista e DL dott. Domenico Oione,

-                     Direttore operativo geom. Enrico Cornetta,

-                     Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione arch. Daniela Fabiano,

-                     Funzionario restauratore Salvatore Patete

-                     Assistente Tecnico Franco Racano.

 

I lavori di scavo sono stati affidati alla Ditta Nostoi Srl e si sono svolti in stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale di San Paolo di Civitate, rappresentata dal Sindaco dr. Francesco Marino.

foto 1 web

foto 2 web

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